Giovedì 26 novembre 2026 · ore 19.45
Biblioteca delle Oblate, Sala Storica Dino Campana
Via dell’Oriuolo 24, Firenze
Nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS – grazie al contributo del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con Tram di Firenze S.p.A., presenta:
Tutta colpa di Bobo
Sergio Staino e la sinistra italiana (Mimesis)
con il disco Bobo Songs – Le canzoni di Sergio
L’autrice Aurora Nina Allegra dialoga con Ilaria e Michele Staino e Gianni Cuperlo
Musica dal vivo di Michele Staino e Fabrizio Mocata
Saluti istituzionali
Introduce Stefania Costa.
«Chi s’incazza è perduto…», avverte il Bobo cavaliere disegnato da Sergio Staino nel 1985, spada in pugno e un cavallo rosso al seguito, che oggi fa da copertina a Tutta colpa di Bobo. Sergio Staino e la sinistra italiana (Mimesis, collana Il caffè dei filosofi). Dietro la battuta c’è un’intera stagione: quella in cui un architetto nato a Piancastagnaio e fiorentino d’adozione prestò la propria barba, i propri occhiali e i propri dubbi a un militante comunista, facendone dal 1979, sulle pagine di «Linus», lo specchio di una sinistra che non smetteva di interrogarsi su se stessa.
Il libro di Aurora Nina Allegra nasce come tesi di laurea magistrale in Giornalismo politico e pubblica opinione e ricostruisce la satira politica di Staino, il suo attivismo, il rapporto con la stampa, con la politica e con l’opinione pubblica. In assenza di studi precedenti, l’autrice ha attraversato quarant’anni di quotidiani, dal 1978 al 2018, e ha raccolto le testimonianze dirette di chi con Staino ha condiviso redazioni, battaglie e discussioni: tra gli altri Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Jacopo Fo, Fulvia Serra, Ellekappa, Marco Tarquinio e la famiglia Staino. Ne esce il ritratto di un autore che dalla vignetta passò alla direzione di «Tango» e de «l’Unità», al cinema e alla televisione, restando sempre dentro la propria parte politica senza mai rinunciare a metterla in discussione. Il volume si apre con la prefazione di Michele Serra e si chiude con la postfazione di Claudio Bisio.
A tre anni dalla scomparsa di Sergio Staino, la serata alle Oblate ne restituisce la voce su più registri: accanto al libro viene presentato anche il disco Bobo Songs – Le canzoni di Sergio. L’autrice ripercorre la vicenda di Staino insieme a chi l’ha conosciuto da vicino: Ilaria e Michele Staino, che ne custodiscono e rendono accessibile l’archivio, e Gianni Cuperlo, che quella sinistra interrogata da Bobo l’ha attraversata da dirigente, dalla FGCI al Partito Democratico. Accanto al ritratto pubblico prende forma così quello di un uomo capace di accalorarsi e di tornare, poco dopo, a scusarsene, e che di sé poteva dire: «In tutta la mia vita ho espresso sentimenti di ogni genere, anche negativi, ma non ho mai frequentato il rancore, l’invidia e la vendetta».
Il disco raccoglie le canzoni che Staino amava di più, suonate da tre musicisti che per lui le avevano suonate tante volte: Gianni Coscia alla fisarmonica, Fabrizio Mocata al pianoforte e Michele Staino al contrabbasso, con la partecipazione di Dario Nardella al violino e di Laura Caponeri alla voce, sotto gli occhi di Bruna Pinasco e con i consigli di Sergio Secondiano Sacchi. Il repertorio attraversa lingue e mondi musicali, dai Beatles di When I’m Sixty-Four all’Alabama Song di Kurt Weill, da Amapola a Cielito lindo e Volver, fino a Sora Gigia, Bambina innamorata e Ma l’amore no. A firmare le note che accompagnano il vinile è Adriano Sofri, che da Staino riprende l’immagine della «sinistra che sogniamo tutti: una comunità di persone buone, generose e solidali, unite da un forte senso di fraternità».
Alle Oblate il disco viene presentato da Michele Staino e Fabrizio Mocata, che ne eseguono dal vivo alcuni brani: perché, scrive ancora Sofri, «le canzoni sono fra le poche cose che, a distribuirle, non diminuiscono di valore, anzi».
Aurora Nina Allegra si è laureata in Giornalismo politico e pubblica opinione con una tesi magistrale dedicata a Sergio Staino, frutto di oltre sedici mesi di ricerca su fonti a stampa e di interviste condotte in prima persona con protagonisti della politica, del giornalismo e della satira italiana. Nel settembre 2025 il lavoro ha ricevuto la menzione speciale al 53° Premio Internazionale di Satira Politica di Forte dei Marmi. Da quella ricerca è nato Tutta colpa di Bobo. Sergio Staino e la sinistra italiana (Mimesis).
Ilaria Staino, figlia di Sergio Staino, si occupa dal 2019, su richiesta del padre, del suo archivio: oltre ventimila tra vignette, strisce, illustrazioni e disegni che attraversano mezzo secolo di storia italiana. Insieme alla madre Bruna, al fratello Michele e all’Associazione Bobo e Dintorni ha promosso Satira e sogni, il progetto sostenuto da una raccolta fondi pubblica per rendere l’intera opera di Staino consultabile gratuitamente online.
Michele Staino (Fiesole, 1980), contrabbassista e bassista elettrico, si è formato tra gli altri con Franco Nesti, Furio Di Castri, Paolino Dalla Porta e William Parker. Ha suonato con Gianni Coscia, Stefano Cantini e Bill Smith del Dave Brubeck Quartet, ha diretto il festival Jazzando (2008–2010) e dal 2013 fa parte della Baro Drom Orkestar, con cui ha suonato in tutta Europa. Collabora con il Club Tenco e insegna contrabbasso alla scuola di musica Il Trillo. Accanto alla musica, rifinisce i disegni di Bobo, ne cura l’archivio e disegna a sua volta. Con Gianni Coscia e Fabrizio Mocata ha inciso Bobo Songs – Le canzoni di Sergio.
Gianni Cuperlo (Trieste, 1961) si è laureato a Bologna in discipline dell’arte, della musica e dello spettacolo con una tesi sulle comunicazioni di massa. Eletto segretario nazionale della FGCI nel 1988, ha guidato fino al 1992 la Sinistra Giovanile; ha poi lavorato nella direzione del PDS e dei Democratici di Sinistra, occupandosi di comunicazione politica, e ha insegnato all’Università di Teramo. Tra i fondatori del Partito Democratico, è stato eletto alla Camera dei deputati nel 2006 e di nuovo nel 2022, e nel dicembre 2013 presidente dell’Assemblea nazionale del partito. Tra i suoi libri: Par condicio? Storia e futuro della politica in televisione (Donzelli, 2004), Basta zercar. Sinistra, traslochi, Partito democratico (2009), Sinistra, e poi. Come uscire dal nostro scontento (2017), Un’anima. Cosa serve alla sinistra per non perdersi (2019) e Rinascimento europeo (2022).
Fabrizio Mocata, nato a Mazara del Vallo, si è laureato in giurisprudenza a Firenze coltivando in parallelo lo studio della musica classica e la passione per il tango. Pianista e compositore, ha fatto della musica latinoamericana il centro della propria ricerca, intrecciando jazz, tango e bolero sulla scia dell’incontro con l’opera di Astor Piazzolla. Collabora con Franco Luciani, Gianmarco Scaglia e Paul Wertico e si esibisce regolarmente in Italia e all’estero; nel 2026 ha pubblicato Aquello, su testo del poeta Santiago Larramendi e con la voce di Omara Portuondo. Insegna al Conservatorio «Vincenzo Bellini» di Catania.
