Mercoledì 2 dicembre 2026 · ore 17.00
Biblioteca San Giorgio, Auditorium Terzani
Via Sandro Pertini, Pistoia

Nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS – grazie al contributo della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con Fondazione Mondadori · Fondazione Spadolini Nuova Antologia · Tram di Firenze S.p.A., presenta:

Calvino e l’avventura

Lezione-spettacolo di e con Marcello Fois

Introducono Stefania Costa e Cosimo Ceccuti, presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia.

Saluti istituzionali dell’Assessora alla Cultura Marica Setaro.

«Calvino» e «avventura» nella stessa frase sono un paradosso, e Marcello Fois parte da lì: Italo Calvino è l’autore meno avventuroso della nostra letteratura del Novecento, e lo è stato con un’autorevolezza tale da fare di quella assenza di audacia un tratto di stile e non un difetto. La sua avventura è un’altra, e sta tutta nell’averci convinti che dal «fondo opaco» — l’immagine è sua — si possa scrivere il mondo intero.

C’è un’immagine che attraversa la lezione: il bambino Italo che cammina in silenzio accanto al padre sul sentiero di San Giovanni, tra i poderi della collina ligure, impaziente di tornare ai suoi libri. Quel mutismo, sulla pagina scritta, diventerà il rumore di un intero paesaggio — funghi gialli, ragni rossi su reti invisibili, leprotti che spariscono a zig zag nel Sentiero dei nidi di ragno. L’avventura, per Calvino, non si vive: si legge, e poi si scrive.

Da qui Fois rilegge i libri più avventurosi di Calvino e ne mostra il meccanismo. Il barone rampante sale sugli alberi, ma a raccontarlo è il fratello Biagio, perché la prima persona non è materia calviniana. Il visconte dimezzato nasce dalla fusione del Master di Ballantrae e dello Strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde. Il cavaliere inesistente esiste solo in quanto nominabile, erede dichiarato di Ariosto e di Cervantes. Ogni invenzione è una variante, come quando il Calvino bambino ritagliava vignette di avventure diverse per ricomporle in storie nuove.

Il testo della lezione sarà pubblicato, inedito, nel fascicolo 4/2026 di Nuova Antologia, in uscita a dicembre. Fondata a Firenze nel 1866, la rivista della Fondazione Spadolini Nuova Antologia è la più antica rivista laica italiana e una delle più antiche d’Europa.

La giornata si apre al mattino a Firenze, alla Biblioteca delle Oblate, con una lezione riservata alle scuole; l’appuntamento pistoiese è aperto a tutti.

Marcello Fois (Nuoro, 1960) si è laureato in Italianistica all’Università di Bologna, dove vive e lavora. Esordisce nel 1992 con Picta, Premio Italo Calvino. Con Memoria del vuoto (2006) ottiene il Premio Super Grinzane Cavour e il Premio Volponi; seguono, tra gli altri, Stirpe (2009), Nel tempo di mezzo (2012), finalista ai premi Campiello e Strega, Luce perfetta (2015), Pietro e Paolo (2019), L’invenzione degli italiani (2021), La mia Babele (2022) e, più di recente, L’immensa distrazione (2025), con cui ha vinto il Premio Campiello 2026, e Ogni cosa vede noi (2026). Autore teatrale e sceneggiatore per il cinema e la televisione, è tra i fondatori del festival letterario di Gavoi. I suoi libri sono tradotti in numerose lingue.

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