Lunedì 16 novembre 2026 · ore 10.00
Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento
Piazza della Signoria – Firenze

Nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, e nell’ambito del progetto speciale della Regione Toscana La Toscana delle Donne, l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS – grazie al contributo del Comune di Firenze, della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con la Fondazione Spadolini Nuova Antologia, l’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze, il Museo Casa di Dante e Tram di Firenze S.p.A., presenta:

L’Anima della Lingua

Lezione spettacolo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della Toscana

A cura di Lucilla Giagnoni

per chi ama scrivere, raccontare, leggere o semplicemente vivere una vita consapevole

Saluti Istituzionali

Per scrivere bisogna avere una lingua. Va bene qualsiasi lingua, ma in lingua madre si va più in profondità, si va nell’anima. Chi conosce il segreto della propria lingua madre? Dante è il più grande maestro: la Divina Commedia è scritta in lingua madre, lingua dell’anima.

Dopo i tre appuntamenti alla Biblioteca delle Oblate – dedicati ai fondamenti del linguaggio, a Francesca e al canto dell’amore, a Ulisse e Vergine madre – il ciclo L’Anima della Lingua di Lucilla Giagnoni approda nel Salone dei Cinquecento con un incontro unico, pensato per gli studenti delle scuole superiori toscane e organizzato dall’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS insieme alla Fondazione Spadolini Nuova Antologia, con l’ospitalità dell’Assessorato all’Educazione del Comune di Firenze e la collaborazione della Regione Toscana – nell’ambito del progetto speciale La Toscana delle Donne – e del Museo Casa di Dante.

In un luogo simbolico della storia civica e culturale della città, Lucilla Giagnoni guida i ragazzi in un percorso rivolto a chi ama scrivere, raccontare, leggere o semplicemente vivere una vita consapevole. Il linguaggio è lo strumento con cui generiamo immagini: i primi mattoni sono i suoni della nostra lingua, plasmati dagli organi del tratto vocale come un vasaio cesella la creta – non a caso l’immagine con cui i testi sacri raccontano l’acquisizione della parola da parte dell’essere umano. Da qui, attraverso Dante, la lezione spettacolo attraversa la Commedia come ricerca di una lingua vivente, d’amore, di cura, di futuro: una lingua che va respirata e pronunciata ad alta voce, perché dando voce e corpo alla parola si scoprono significati celati e si crea il mondo.

Il tema della lingua non riguarda soltanto la letteratura o lo studio: investe in profondità la costruzione del pensiero, la qualità della relazione civile, la capacità critica delle nuove generazioni e il loro modo di abitare il presente. Per questo l’incontro, che porta a compimento il percorso di Educare allo Sguardo dell’edizione 2026, si rivolge specificamente ai ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado, in coerenza con il Patto per la Lettura e con l’attenzione alle nuove generazioni che attraversa l’intera rassegna.

Incontro riservato alle scuole secondarie di secondo grado. Orario e modalità di adesione in via di definizione.

Lucilla Giagnoni è attrice, narratrice, autrice per il teatro, la radio e la televisione. Si è formata alla Bottega di Gassman a Firenze. Studiosa di testi sacri, traduce dall’ebraico e dall’arabo e crea drammaturgie sul dialogo tra ricerca scientifica e poesia: tra i suoi lavori, Big Bang, Apocalisse, Ecce Homo, Furiosa Mente, Magnificat, Anima Mundi, Sinfonia Fantastica. Con Vergine madre, dedicato alla Divina Commedia di Dante, ha vinto il premio Persefone come miglior spettacolo teatrale in televisione; è stata la prima artista al mondo a interpretare in video tutti i cento canti della Commedia, oggi su RaiPlay. Voce ufficiale e autrice di case editrici per la scuola (Gruppo Editoriale La Scuola-Sei, Sanoma-Paravia). Nata e cresciuta a Firenze, vive da molti anni in Piemonte; insegna narrazione e comunicazione alla Scuola Holden di Torino, all’Università Cattolica di Milano e Brescia e al Centro Teatrale Bresciano.