EUGENIO MONTALE

Spesso il male di vivere ho incontrato: / era il rivo strozzato che gorgoglia, / era l’incartocciarsi della foglia / riarsa, era il cavallo stramazzato”.

E. Montale

 

LEZIONE/SPETTACOLO

Lorenzo Degl’Innocenti: voce recitante

Massimo Ciolli: chitarra

 

Cosa può il poeta di fronte all’angoscia, al “male di vivere” che nasce da una libertà tanto grande da rendere impossibile che la mancanza diventi desiderio? Il poeta non può far altro che dare voce a questo sentimento. Montale si serve del linguaggio e del paesaggio per manifestare il proprio mondo interiore, abitato da una cupa angoscia esistenziale, dal fermo rifiuto di ogni facile consolazione, dalla consapevolezza del “male di vivere”, dalla coscienza dello “scacco” e dalla perdita di “senso”.

La poesia non può indicare la strada per uscire da questa situazione di crisi, essa è un inno di “storte sillabe” che canta l’ineluttabile potenza del nulla.

 

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