MERCOLEDI’ 18 MARZO 2026, h. 16.00
Università di Torino – Palazzo Nuovo – Auditorium “Guido Quazza”
L’ABC DELLA CREATIVITÀ
Origini poetiche di un’idea (con)vincente
monologo con musica di e con Alberto Rizzuti
voce recitante Marcello Spinetta
La parola “Creatività” riassume la lezione-spettacolo che in un monologo racconta in termini immaginifici le origini del Vermouth di Torino. Integrata dall’esecuzione di musica dal vivo di Arcangelo Corelli, Domenico Scarlatti, Baldassare Galuppi, Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa, la narrazione si dipana sullo sfondo di una stagione memorabile della cultura torinese: dopo il grandioso sviluppo urbano dei decenni successivi alla fondazione del Regno, di Sicilia (1713) e poi di Sardegna (1720), negli anni Ottanta del Settecento Torino consolida il suo prestigio sulla ribalta dell’Italia e dell’Europa. Gli anni in cui la moda del Wermut viennese attecchisce in città, dando impulso ai tentativi di raffinamento coronati dalla messa a punto e dall’apprezzamento del Vermouth di Torino, vedono succedersi molti eventi significativi: la fondazione dell’Accademia delle Scienze (1783), la produzione di quattro tragedie ‘greche’ da parte di Vittorio Alfieri (1784), la fondazione della Reale Società Agraria (1785), l’incendio e la ricostruzione del Teatro Carignano (1786), la contestuale produzione per mano di Bernardino Galliari del nuovo sipario ispirato alla Caduta di Fetonte, mito di fondazione della città sulle rive dell’Eridano, l’andata in scena al Teatro Regio di drammi per musica composti da operisti di chiara fama. In questo scenario s’inserisce fra il 1786 e il 1788 il viaggio compiuto in Italia da Goethe, l’autore assurto con la pubblicazione dei Dolori del giovane Werther (1774) al rango di mito letterario di un’intera generazione. Pur senza mettere piede in territorio sabaudo, anche con le opere prodotte durante il suo soggiorno romano (su tutte Egmont e Ifigenia in Tauride), Goethe fa parlare di sé negli ambienti letterari di tutta Italia, ivi compreso quello i cui massimi esponenti frequentavano la Liquoreria Marendazzo, la bottega in cui Carpano lavorava a pochi passi dal Palazzo Reale.
La graduale messa a punto della ricetta del Vermouth di Torino corre quindi in parallelo a queste vicende, in un dialogo sfavillante fra storia individuale del protagonista e storia culturale di una capitale in fermento, descritta con ammirazione da un gran numero di viaggiatori in arrivo da tutta Europa.
