Giovedì 1 ottobre 2026 · ore 18.30
Chiesa della Badia Fiesolana – Via dei Roccettini, 9 – Fiesole (FI)
Nell’ambito della rassegna IDENTITIES. Leggere il contemporaneo – Il Futuro si costruisce un pensiero alla volta, giunta alla IX edizione, e nell’ambito del progetto speciale della Regione Toscana La Toscana delle Donne, l’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS – grazie al contributo della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze – in collaborazione con il Comune di Fiesole, la Fondazione Ernesto Balducci e Tram di Firenze S.p.A., presenta:
La Toscana delle Donne incontra Dacia Maraini — Il lungo cammino verso il voto
Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola (Rizzoli)
Introduce Grazia Bellini, presidente della Fondazione Ernesto Balducci. Porta il saluto istituzionale Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole.
Con la scrittrice dialogano Cristina Manetti, assessore alla cultura della Regione Toscana e ideatrice del progetto speciale La Toscana delle Donne, Titti Giuliani Foti, scrittrice e giornalista, e Stefania Costa, presidente dell’Associazione culturale La Nottola di Minerva ETS.
Letture e intrecci sonori a cura di Letizia Fuochi.
Nella città che le ha dato i natali, Dacia Maraini ripercorre il lungo e difficile cammino che portò le donne italiane al voto: dal decreto del febbraio 1945 alle urne del 2 giugno 1946, quando per la prima volta le italiane scelsero tra monarchia e repubblica ed elessero l’Assemblea Costituente. Una conquista che non fu concessa, ma preparata da generazioni di donne che hanno usato la parola – scritta, detta, pubblicata, spesso nascosta – per affermare il diritto a esistere nella vita pubblica.
È il filo che attraversa Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola (Rizzoli): un viaggio nella letteratura delle «madri» spesso ignorate dalla critica e dalle biblioteche, dalle mistiche alle cortigiane, dalle monache disobbedienti alle rivoluzionarie, dalle romanziere dell’Ottocento alle teoriche del femminismo del Novecento fino ai premi Nobel: da Vibia Perpetua a Michela Murgia, passando per Jane Austen, Emily Dickinson, Virginia Woolf, Elsa Morante e Natalia Ginzburg. Maraini parte da una domanda personale – perché la sua formazione di lettrice si sia nutrita quasi solo di grandi autori uomini – e restituisce voce a scrittrici che, con le loro opere e le loro esistenze, hanno spostato i confini del possibile.
L’incontro si inserisce nell’area Dare Voce di IDENTITIES, dedicata al lavoro, ai diritti e all’identità al femminile, e prosegue il dialogo con Dacia Maraini avviato al Salone Internazionale del Libro di Torino, che proseguirà il 2 ottobre al Pisa Book Festival.
Dacia Maraini (Fiesole, 1936) è tra le più importanti scrittrici italiane contemporanee. Autrice di romanzi, racconti, poesie, testi teatrali e saggi, ha attraversato oltre sessant’anni di vita culturale italiana contribuendo in modo decisivo al dibattito sui diritti, in particolare quelli delle donne. Figlia dell’etnologo Fosco Maraini e della pittrice Topazia Alliata, trascorre parte dell’infanzia in Giappone, esperienza che segna profondamente la sua formazione. Tornata in Italia nel secondo dopoguerra, si afferma fin dagli anni Sessanta come voce originale e impegnata. La sua produzione narrativa affronta temi centrali come la condizione femminile, la memoria, la violenza, la libertà e l’identità: tra le opere più note La lunga vita di Marianna Ucrìa (Premio Campiello), Bagheria, Buio (Premio Strega), Vita mia e numerosi testi teatrali che hanno contribuito al rinnovamento della scena italiana. Parallelamente all’attività letteraria è stata protagonista dell’impegno civile e culturale, partecipando ai movimenti femministi e promuovendo iniziative a favore dei diritti e della partecipazione delle donne nella società.
